Via Palombarese, Roma, Lazio, Italia   

I nostri vicini:   Sant'Angelo Romano -  Castelchiodato
Cretone - Palombara Sabina - Mentana -  Fonte Nuova
Monterotondo - Pozzo del Merro - Monti Lucretili -  - Bosco di Gattaceca - Monti Cornicolani

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Interessi turistici nella zona
 
Sant'Angelo Romano - centralino del comune: 0774 420002
 
Sant'Angelo Romano - castello Orsini - Cesi
Il Castello Orsini-Cesi
(SEC. XII-XVII)
di Sant'Angelo Romano
Sant'Angelo Romano in provincia di Roma Voci correlate:
Castelchiodato
Cretone
Fonte Nuova
Monti Lucretili (in quanto siti nei pressi)
Monterotondo
Mentana
Monti Cornicolani (in quanto siti nei pressi)
Pozzo del Merro (in quanto sito nei pressi)
Bosco di Gattaceca (in quanto sito nei pressi)
Sant'Angelo Romano
Palombara Sabina
Sant'Angelo Romano - ROMA
Ogni anno a Maggio a Sant'Angelo Romano ci sono i festeggiamenti in onore di "San Michele" e "Santa Liberata" con la
Sagra delle cerase
Sant'Angelo Romano - ROMA
Feste:
Terza domenica di maggio: festeggiamenti in onore dei patroni san Michele Arcangelo e santa Liberata, con sagra delle cerase (ciliegie).
13 giugno: festa di sant'Antonio da Padova
Seconda domenica di luglio: Festival del folklore

Luglio-agosto:
Estate santangelese
1ª domenica di agosto: Sagra dello Strengozzo (tipo di pasta fatta con uova e farina, condita con fagioli).
Prima domenica di settembre: Sagra della Pizza Fritta

Borgo Sant'Angelo Romano - ROMA
INFORMAZIONI
Altitudine m. 400
Abitanti 4199 (Santangelesi)
Distanza da Roma
Km 33
 
 
 
 
 
Sant'Angelo Romano è un comune di 4.199 abitanti della provincia di Roma che sorge su una delle cime dei Monti Cornicolani (Monte Patulo - 400 metri s.l.m.).
Prese il nome attuale in onore di San Michele Arcangelo.
Il castello, recentemente restaurato, è stato dichiarato "patrimonio dell'umanità" dall'UNESCO. Fa parte della Comunità Montana "Monti Sabini-Tiburtini-Prenestini" e dell'Unione della Sabina Romana.
Geografia e Storia
Nel 1174 d.C. il paese risulta menzionato, chiamato all'epoca Medullia. Sulla cima più alta sorgeva un'antica fortezza romana forse adibita anche a prigione. Con la caduta dell'impero romano divenne rifugio per molti abitanti delle ville romane vicine. Successivamente dalle ceneri della fortezza, nacque la rocca già nel XI secolo circondata di cinta muraria. Essa prima appartenne ai Capoccia e poi agli Orsini che ne fecero un castello fortificato. Nel 1594 il feudo venne acquistato dai Cesi, e fu in questo periodo che conobbe il suo periodo di massimo splendore. Nel 1612 il papa ne fece un principato con a capo Federico Cesi. Nel 1678 il castello venne ceduto ai Borghese.
Nel 1886 il paese assunse il nome attuale.
Nel 1989 il comune acquistò il castello e nel 1993 iniziarono i restauri e le ristrutturazioni per l'apertura al pubblico. I Santi patroni sono San Biagio e Santa Liberata.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il Castello Orsini-Cesi
All'inizio il castello fu proprietà dei Capocci, quindi, dal 1379 degli Orsini (i quali erano in perenne lotta con i Colonna, i Savelli di Palombara e gli Odescalchi, e, dalla fine del 1500 dei Cesi). Nel 1660 il castello risulta essere proprietà dei Borghese, in questo stesso periodo risulta incominciare un inesorabile periodo di declino. Nel XIX secolo il castello sopporta l'occupazione garibaldina per l'unità d'Italia e successivamente, durante la II guerra mondiale dei Tedeschi. In seguito venne acquistato dal comune e restaurato. Il castello Orsini-Cesi accoglie il museo preistorico e protostorico del territorio tiberino-cornicolano. Il castello ed il museo sono visitabili nel weekend. Il castello è sede per eventi e congressi, ed è luogo di sviluppo culturale attraverso manifestazioni teatrali, mostre, musica.
Porta Capocci Orsini
Chiamata così in onore di chi ne commissionò la costruzione. Nel XV secolo risulta essere la porta principale di Sant'Angelo Romano. Questa porta constava di saracinesca di maglia di ferro rigida la quale veniva fatta scorrere nella nicchia di ferro dietro la porta. La porta era di legno di cui rimangono però solo i cardini.

Le chiese
La chiesa parrocchiale di San Biagio Vescovo e Martire San Biagio. Questa chiesa venne costruita a discapito della precedente chiesa parrocchiale della Beata Vergine Maria degli Angeli, con consacrazione il 19 giugno 1759, con successivi restauri (1863 e 1976). L'interno consta di altare maggiore e 5 cappelle laterali dedicate a San Giuseppe, San Francesco di Paola, Madonna di Pompei, Anime del Purgatorio e a Cristo Salvatore. Inoltre vi sono conservati un quadro della "Beata Vergine" del 1522 realizzato da F. Barocci ed un trittico del XV secolo attribuito ad Antoniozzo Romano.
La chiesa di Santa Liberata. Questa chiesa è del XIV secolo, distante all'epoca della fondazione di trovava a circa 500 metri dell'abitato, ma in seguito inglobata dallo stesso. Fu restaurata mel 1695, e nel 1737 fu ampliata insieme all'annesso convento da Giovanni da Evora. All'interno vi è un coro ligneo del XVIII secolo di Antoniozzo Romano.
La chiesa di San Michele. La tradizione locale la vuole consacrata da Papa Eugenio III. Secondo vari dati la chiesa originaria si trovasse in un luogo non ben identificato ma distante. È certo però che il campanile venne inaugurato il 10 aprile del 1677 dal vescovo di Tivoli. Suo utilizzo, fino agli inizi del XX secolo fu utilizzata per sepolture e riti funebri. Nel 1867 venne utilizzata dai garibaldini come dormitorio. Venne restaurata nel 1935 e nel 1997. All'interno si trovano una tela ad olio e una statua dell'Arcangelo Michele.
I dintorni di Sant'Angelo Romano

Pozzo del Merro
Nelle vicinanze si trova la voragine carsica del Merlo (detto anche Pozzo del Merro), sita in località La Selva, all'interno dell'area protetta regionale a gestione provinciale Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco, istituita con LR 22/97. Il Pozzo del Merro è il sinkhole (voragine carsica che ospita sul fondo un laghetto di appena 20 m. di diametro) più profondo del mondo. All'inizio degli anni 2000, è stato raggiunto l'ipotetico fondale (grazie al contributo di un ROV dei vigili del fuoco), posto a circa 392 m. dalla sua superficie!

D'interesse è anche il Bosco di Grotta Cerqueta, sempre facente parte della Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco. Il Bosco di Grotta Cerqueta ha un'area di circa 30-35 ettari ed è sito su di un colle calcareo. Ospita 3 doline ed una grotta carsica, la quale dà il nome al bosco. Nel 1971 questo bosco è stato inserito nell'elenco dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale stilato dalla Società Botanica Italiana.

Il Pozzo del Merro è un pozzo naturale sito nella campagna a nord di Roma, tra i Monti Cornicolani e la Macchia del Barco e la Macchia della Gattaceca nel comune di Sant'Angelo Romano. Il pozzo è sito a lat. 42° 02' 14" N. - long. 12° 40' 52" E. Secondo i primi studi dell'Università di Tor Vergata il pozzo è profondo quasi 400 metri (392 metri), che è il limite massimo a cui le misurazioni sono giunte. Le sonde calate fino ad ora non hanno toccato ancora il fondo, e gli studi proseguono. Il pozzo dalla profondità di circa 80 metri in poi (il che corrisponde ad un'altitudine di circa 70 m.s.l.m.) è invaso dall'acqua, il che fa pensare alla presenza di torrenti sotterranei carsici, a questi livelli, secondo il periodico locale "L'Eretino" si trova la felce infestante detta Salvinia molesta, mentre, sotto la superficie dell'acqua si trovano il Tritone punteggiato ed il Tritone crestato italiano, invece, ad una profondità di 70 metri dal pelo dell'acqua si trova il Niphargus cornicolanus (un crostaceo endemico che si troverebbe, sempre secondo la rivista locale de "L'Eretino", solo qui), secondo alcuni sondaggi effettuati i batteri sono stati trovati fino ad una profondità di 100 metri.

I terreni circostanti sono pieni di doline, uvala e polje e da faglie con direzione in massima parte nord-ovest - sud-est e nord - sud.
I dintorni del pozzo sono coperti da estesi querceti, carpineti, acereti e frassineti e da fauna e flora della macchia mediterranea.
Questo pozzo viene considerato dagli studiosi, che hanno attivato in loco degli studi, un monumento naturale, anche se lo stato non lo ha ancora dichiarato tale.
Gli scavi che sono stati effettuati nel primo semestre del 2007 hanno riportato alla luce reperti geologici del Giurassico.
Le pareti del pozzo sono composte essenzialmente da rocce calcaree prevalentemente del Lias medio.
Del resto poco si sa della sua struttura e del suo biotipo, anche se a profondità -73 metri dalla superficie è stato trovato un crostaceo.
Nel 2000 è stata raggiunta la massima profonditò nel pozzo con il ROV (una sorta di robot meccanico) (-392 dalla superficie).
È sottoposto a tutela, in quanto facente parte della Riserva naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco, istituita con legge Regione Lazio 22/97. La gestione è affidata alla Provincia di Roma, settore Tutela ambientale e Parchi.
Itinerari turistici
Sant'Angelo Romano, a soli 33 Km da Roma, si colloca a brevissima distanza da importanti siti archeologici e turistici:
Mentana, Tivoli, Palombara sabina, Montecelio, S.Polo.

Indirizzi utili
COMUNE S.ANGELO ROMANO P.zza S. Liberata, 2 - Tel. 0774 42 01 00


RISTORANTI:
• COPPA D'ORO Via Palombarese, Km 24 - Tel. 0774 34 34 37
• PENNAZZA Via Nazionale, 90 - Tel. 0774 34 69 80
• SYLVAN Via Palombarese, Km 29 - Tel. 0774 42 00 63
• VECCHIA QUERCIA Via Palombarese, Km 28,200 - Tel. 0774 34 68 08
• AL VECCHIO MULINO Via Palombarese, Km 27,700 - Tel. 0774 42 04 66
OSPITALITÀ
• ALBERGO SYLVAN Via Palombarese, Km 29 - Tel 0774 42 00 63